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Intervista LLP

Intervista al Prof. Luciano Saso a cura di Simona Aceto e Alessia Ricci, pubblicata sul sito del Life Long Learning Programme nel dicembre 2007

 

Placement ... Come ti vorrei!

I progetti di mobilità trasnazionale Unipharma-Graduates, realizzati a partire dal 2003 nell’ambito del programma Leonardo da Vinci, hanno consentito - e consentono - ai candidati selezionati (laureati) di maturare un'esperienza scientifica e professionale altamente qualificante attraverso tirocini di 24 settimane presso Centri di ricerca pubblici e privati partner dei progetti, con sedi in 9 paesi europei, certificando le competenze acquisite durante il tirocinio tramite l’Europass-Mobility.

Promotrice di Unipharma-Graduates è, in stretta collaborazione con l'Università di Roma "La Sapienza" (che si occupa del coordinamento delle attività progettuali), Noopolis, un’organizzazione senza scopo di lucro attiva dal 1986 nel campo della formazione e del supporto ai giovani.

Per saperne di più abbiamo intervistato il Prof. Luciano Saso, Ricercatore presso il Dipartimento di Fisiologia Umana e Farmacologia dell'Università di Roma “La Sapienza”, socio fondatore di Noopolis e Responsabile Scientifico di tutti i progetti Unipharma-Graduates.

1) Prof. Saso, quali sono state le considerazioni che hanno fatto ritenere importante ai partner del progetto prevedere la mobilità a fini di Placement nell’offerta formativa?

I progetti Unipharma-Graduates hanno come obiettivo principale quello di incoraggiare i neolaureati più brillanti nel settore chimico, farmaceutico, biotecnologico ad intraprendere una carriera scientifica. Un placement di sei mesi presso un centro di ricerca di eccellenza consente di mettersi alla prova e, in caso di successo (come spesso accade), prepara ad affrontare con il massimo profitto il terzo ciclo dell’istruzione (dottorato di ricerca o Ph.D), un requisito oggi essenziale per diventare buoni ricercatori. D’altra parte, i migliori centri di ricerca ricevono un numero molto elevato di domande di partecipazione ai programmi di Ph.D e difficilmente prendono in considerazione le richieste di candidati privi di una precedente esperienza scientificamente rilevante.

2) Dal 2003, anno di avvio dei Progetti, è stato registrato un notevole incremento nel numero di centri ospitanti coinvolti, mantenendo pur sempre un elevato standard qualitativo: quali criteri sono stati adottati nell’individuazione dei partner ospitanti e quali sono (o sono stati) i maggiori ostacoli da superare per convincerli della validità del progetto?

I centri di ricerca privati (quali, ad esempio BayerCropScience, Organon, Pierre Fabre, Sanofi-Aventis, Unilever) o pubblici (quali, ad esempio Babraham Institute, Centre of Genomic Regulation, Developmental Biology Institute of Marseille Luminy, Ecole Normale Supérieure de Lyon, Fraunhofer Institut, INRA, Institut Curie, Institut Cochin, Institut Necker, Institute of Food Research, Karolinska Institutet), sono stati selezionati sulla base della loro reputazione scientifica, delle pubblicazioni su riviste internazionali e della partecipazione ad altri progetti europei rilevanti.

Inizialmente non è stato facile convincerli ad accogliere i nostri laureati. Tuttavia, grazie al valore e all’impegno di questi ultimi e a quello di tutto lo staff che lavora ai progetti Unipharma-Graduates (in particolare la Dott.ssa Laura Brossico di Noopolis e la Dott.ssa Mattea Capelli della Ripartizione Relazioni Internazionali dell’ Università di Roma “La Sapienza”) i centri con cui abbiamo iniziato a lavorare hanno continuato a rinnovare la propria collaborazione; anzi, grazie ad alcuni dei nostri partner che hanno informato dei risultati raggiunti colleghi di altri centri europei siamo stati contattati anche da questi ultimi!

3) Quali criteri sono stati adottati nel tracciare i profili dei candidati?

I candidati, il cui requisito di base è che siano in possesso di una laurea del vecchio ordinamento o specialistica o magistrale (nelle discipline indicate su www.unipharmagraduates.it) sono selezionati sulla base di criteri altamente meritocratici, quali il voto di laurea (non inferiore a 105), la media dei voti, l’età (non superiore ai 27 anni), la data di laurea (conseguita da non più di 18 mesi), la conoscenza della lingua inglese, precedenti esperienze di studio o lavoro all’estero, la tesi di laurea sperimentale, eventuali esperienze di studio o di ricerca all’estero (Erasmus, etc…), eventuali tirocini di ricerca svolti in Italia o all’estero, eventuali pubblicazioni e le motivazioni del candidato in relazione ai placement offerti.

Le qualità della selezione è garantita dall’elevato numero di candidature, che possono essere presentate in maniera semplice e diretta tramite un sistema online dedicato. Nel 2007 le candidature pervenute sono state 243 (per 50 placement disponibili).

4) Il Vostro progetto ha coinvolto in una prima fase studenti laureandi ed in una seconda fase persone laureate. In un’ottica di ottimizzazione dei risultati quale è, a Suo avviso, il momento migliore, nel percorso formativo di una persona, per approfittare di un’opportunità quale il placement?

Le lauree scientifiche sono attualmente piuttosto rigide e lasciano poco spazio a placement prima della laurea. Se prendiamo in considerazione gli stages di ricerca come quelli offerti dai progetti unipharmagraduates, questi sono in realtà più utili a beneficiari che abbiano già concluso i primi due cicli di studio e vogliano affrontare il terzo.

5) Dai dati da Lei forniti si evincono due risultati parimenti importanti e contrastanti: ben il 17% dei beneficiari si vede offerta la possibilità di una collaborazione presso il centro che lo ha ospitato per il placement; tuttavia c’è anche un 27% degli studenti che pur avendo goduto dell’esperienza di Placement risulta in cerca di occupazione. Come spiegare questi dati? Quale valore aggiunto attribuire ad un Placement per ciascuno degli attori coinvolti?

Come si è detto, i progetti unipharmagraduates hanno come obiettivo principale quello di incoraggiare giovani brillanti ad intraprendere la carriera scientifica. Dopo un placement di successo ai beneficiari viene spesso chiesto di restare per svolgere un Ph.D. In altri casi invece ciò non è possibile, ma essi potranno comunque usufruire delle buone referenze che hanno acquisito per trovare un’altra posizione di Ph.D o di lavoro (in Italia o all’estero). Molti ex stagisti ci hanno comunicato che nei colloqui di lavoro da essi affrontati uno dei punti che avevano attirato l’attenzione dei selezionatori era proprio il placement Unipharma-Graduates.

6) Potrebbe indicarci almeno tre aspetti indispensabili alla garanzia di qualità in un progetto di Placement che sappia soddisfare le aspettative di tutte le parti interessate: beneficiario, organizzazione ospitante, organizzazione di origine?

Per il Beneficiario:

a)   Programmi di lavoro dettagliati e disponibili in anticipo. Ritengo che uno dei punti essenziali di un progetto di placement sia la buona corrispondenza tra i programmi di lavoro e il curriculum dei candidati. A tal fine, nei progetti unipharmagraduates,  i programmi di lavoro dettagliati vengono chiesti con molti mesi di anticipo rispetto alla data di inizio dei placement. Inizialmente i centri erano restii a fornire tali informazioni e a rivelare le attività svolte presso i loro laboratori, ma successivamente hanno compreso quanto ci aiutassero a migliorare in maniera significativa la qualità dei placement. Infatti, i candidati selezionati sono chiamati ad esprimere cinque preferenze ben motivate sulla base della corrispondenza tra le loro conoscenze tecnico-scientifiche e i programmi di lavoro desiderati. Preferenze troppo generiche o non ben motivate non vengono prese in considerazione. In tale contesto, disporre di un numero elevato di partner è importante per consentire a ciascun candidato di proseguire il proprio percorso formativo in modo coerente.

b)   Invio di un questionario di soddisfazione dettagliato che consenta al beneficiario di comunicarci eventuali carenze o disservizi imputabili all’organizzazione inviante o ospitante, e a noi di poter intervenire per migliorare l’esperienza in futuro.

Per l'Organizzazione Ospitante:

a) Adeguata selezione dei candidati in base a criteri meritocratici.

b) Buona corrispondenza tra programma di lavoro e curriculum del candidato per ottimizzare i risultati del placement.

c) Rispetto della confidenzialità delle informazioni fornite

d) Monitoraggio dei risultati attraverso l'invio di un questionario di soddisfazione dettagliato che consenta al tutor straniero di informare l’organizzazione inviante su tutti gli aspetti rilevanti del placement.

Per l'Organizzazione di Origine:

un placement di elevata qualità completa il percorso formativo degli studenti, costituendo di per sé un obiettivo istituzionale primario di ogni università. Inoltre esso migliora la reputazione dell’istituzione in campo nazionale e internazionale favorendo l’aumento delle immatricolazioni di nuovi studenti e la creazione di nuove collaborazioni didattiche o scientifiche con centri di eccellenza internazionali. A tal fine, all’interno delle università è auspicabile una stretta interrelazione tra i programmi di placement (Erasmus Placement, Leonardo da Vinci, ecc…) e altri programmi europei di mobilità (Erasmus, Erasmus Mundus, Marie Curie, Tempus ecc…) o di ricerca (VII Programma Quadro, etc.).

Per maggiori informazioni:
http://www.unipharmagraduates.it/

 

A cura di Simona Aceto e Alessia Ricci

 

 

 

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